#34 Sentiero di Ramici

Il sentiero segue l'antico tracciato che da Lugnano scendeva verso la valle del Tevere. Dalla Chiesa della Maestà si procede attraverso le località Fontanelle Pescara e Morre e dopo circa 900 m di strada bianca ci si immette verso destra sulla strada asfaltata delle Morre. Si attraversa la piana delle Morre dove si trovavano anticamente delle cave di travertino. Nel sottosuolo, un grande bacino idrico alimenta molte fontane e pozzi. Dopo 400 m di strada asfaltata si piega a sinistra sulla strada della Palombara e ancora a sinistra fino alla fontana di Ranti, tra le più antiche fontane di Lugnano. Alla fontana si piega a destra su strada asfaltata per circa 600 m e si prosegue poi per una buona strada bianca con un ampio panorama. Dopo circa 1 km si arriva ad un incrocio con una Fontana moderna. Si prosegue a sinistra e dopo un breve tratto di asfalto si procede verso ovest su strada bianca, lungo l'antico percorso che collegava il paese alle zone coltivate lungo il fiume. La strada prosegue in cresta tra i calanchi con magnifico panorama sulla valle del Tevere. La zona è ricca di reperti archeologici. Sulla destra si incontra prima Poggio Murlo un ipogeo mai studiato; più avanti sulla destra, una fornace di laterizi, sulla sommità di un ripido calanco. Si giunge quindi al castello di Ramici forse una torre di guardia sulla valle del Tevere probabilmente distrutta dai guelfi di Orte nel 1311, nel conflitto con Amelia. Il nome viene da Santa Maria del Ramo, luogo di culto molto venerato che ha dato nome a tutta la zona. Dalle rovine si gode un magnifico panorama, che spazia sulla valle del Tevere. In condizioni di normale visibilità si vedono a sinistra i monti Cimini, a ovest Montefiascone, con l'imponente cupola di Santa Maria Rita e il Monte Amiata. Lungo il corso del Tevere si notano numerosi invasi e a destra l'importante area naturalistica dell'Oasi di Alviano. Da qui si prosegue lungo il sentiero fino alla fonte termale dell'Acquasanta o di Ramici. Dal castello la strada bianca procede in cresta sui calanchi con un primo tratto molto ripido ed esposto. Si scende poi rapidamente sulla valle del Tevere con un ampio panorama sulla pianura e sull'Oasi di Alviano. Al termine della strada bianca si prende a destra la strada asfaltata per circa 2,5 km e un bivio porta a sinistra alla pianura dell'Acquasanta fino al punto di sosta delle terme. Nel 1500 la zona era ricca di renari, cave di breccia contese tra Lugnano, i signori di Alviano e successivamente i Farnese. Il nome deriva dalle acque sulfuree oggi denominate acque di Ramici. Nei pressi della sorgente c'è un'area di sosta. Per il ritorno si può passare per la chiesa di Santa Maria di Ramici e da lì si risale verso Lugnano per altri 10 km abbondanti con dislivelli accentuati e bellissimi panorami.